La busta [originale]


VERSIONE NON EDITATA
[tempo di lettura 1min]

Il seguente racconto è stato editato secondo questi punti:
Rosa: errori grammaticali
[sintassi, espressioni scorrette, coniugazione dei verbi ecc…]
Azzurro: errori dal punto di vista della scrittura
[ripetizioni, punteggiatura dialoghi incoerente, tic letterari, sviste stilistiche]
Giallo: questioni tematiche o di coerenza narrativa

<<Ridammi la busta, lascia le chiavi all’ingresso e vattene per sempre da questa casa.>>
<<Carla, quando me l’avresti detto?>> rispose Mario con la voce da pubblico ministero a fine arringa.
<<Mai. Sono mesi e mesi che aspetto questa dannata data in cui divorzierai da tua moglie con sentenza definitiva.>>
<<Il mai è solo nella tua testa, non nel tuo cuore..>>
<<Nella mia testa c’era la parola sempre, stronzo, e anche nel cuore.>> Urlò Carla con tutto il fiato che aveva in gola, divincolandosi come un funambolo al quale avevano tagliato i fili.
<<Non ti agitare, fa male a te e al bambino>> 
<<Sono cazzi miei, ridammi la busta.>>
<<Mai stavolta lo dico io. Ho visto il nome della dottoressa del laboratorio di analisi. Non prenderai nessun appuntamento con quella. Ci ho avuto a che fare in alcune cause di interruzione di gravidanza.>>
Reagì Mario avvicinandosi di scatto.
<<La decisione è mia, da chi andare e cosa fare. Come avvocato dovresti saperlo. Dammi la busta.>>
<<No. Parliamo senza urlare>> E prima che potesse rendersene conto la immobilizzò tra le sue braccia.
<<Io urlo quanto mi pare, maledetto bastardo.>>
<<Calmati Carla, stasera avremmo dovuto festeggiare i nostri tre anni insieme.>> Le sussurrò.
<<Si i nostri tre anni insieme, anzi i miei tre anni di ansia e attesa, bugiardo vigliacco.>> mentre cercava di liberarsi da quella morsa di muscoli che aveva  adorato fin dal loro primo incontro in tribunale. 
<<Ti ho portato un regalo>> 
<<Mettitelo in quel posto il tuo regalo, lasciami andare.>>
<<Ok.>> rispose Mario con un’arendevolezza che non era da lui.
<<Finalmente hai capito che faccio sul serio e che è finita. Dammi la busta.>> replicò Carla.
<<Tieni la busta>> disse guardandola negli occhi mentre con la mano la estraeva dalla tasca destra.
<<Non è la mia busta.>>
<<Semmai dovresti dire, non è la nostra busta ma lo è. Aprila.>>
<<Voglio la mia busta. Cosa c’è, un biglietto aereo per qualche località esotica per tenermi buona?>>
<<Aprila.>>
<<La strappo.>>
<<Aprila cazzo!>>
<<Oh l’avvocato più flemmatico dell’ordine penalista perde le staffe?>>
<<Se occorre si, pur di non perderti e ora apri quella busta.>>
<< Sentenza definitiva del divorzio tra Mario Raffaelli e Silvia Tronchetti…>> 
<<Ecco il mio regalo>> 
<<E il mio doveva essere quell’altra busta ma ieri vi ho visti insieme vicini la tua macchina e sono uscita fuori di testa>>
<<Stupida che sei, voleva un passaggio a fine udienza ma non gliel’ho dato, l’ho mollata al parcheggio.>> disse baciandola mentre estraeva dalla tasca sinistra la busta del loro futuro insieme.

Fine

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