Le scorciatoie non sono per me


[tempo di lettura: 2 min]

«Vieni con me, ti divertirai e porterai a casa un bel po’ di soldi!». 
«Che dovrei fare? Solo qualche balletto e due sorrisi o vogliono mettere le mani nei miei luoghi proibiti?» chiese Clarabella alla vicina di casa, con un tono in bilico tra l’interrogativo e il sarcastico.
«Ma no dai, sarà tutto molto leggero, faremo le ragazze immagine, la festa è in maschera… sarà anche divertente. Ma quando ti ricapita? Mi hai detto che sei indietro con l’affitto. Vieni, poi cercherai uno dei tuoi lavoretti da quattro soldi». Pagare le bollette è necessario, tanto quanto mangiare. Clarabella ha una morsa allo stomaco e, percependo che si tratta di languore e non di reticenza, accetta.

Yatch

La villa a Sabaudia, circondata e nascosta dalle dune di sabbia, è una di quelle che hanno la discesa privata al mare. C’è uno Yacht ormeggiato a poche centinaia di metri dalla riva; il privè della festa. Un tender accompagna Clarabella, la sua vicina di casa e qualche altra ragazza alla barca, dove alcuni uomini le attendono. Ci vuole poca fantasia per intravedere dietro le maschere bavette sgocciolanti. Clarabella è Maria Antonietta: grossa parrucca e un vestito troppo largo per essere comodo. Tra musica, champagne e ammiccamenti vari, il pomeriggio trascorre. 

Verso sera, il vestito inizia a diventare pesante, la parrucca provoca un prurito fastidioso e, come se non bastasse, un essere attempato, viscido ed alticcio, grossa pancia da beone ormai in declino, avvolto nel suo mantello rosso e nero, si avvicina a Clarabella e le dice: «Bellina, con quello che abbiamo pagato sicuramente stanotte faremo scintille!». Un brivido le percorre la schiena, come se le avessero gettato addosso una cascata di cubetti di ghiaccio. Una forte ansia le chiude la gola, il cuore inizia a battere velocemente.

“Non era negli accordi!”, pensa. Si vede persa, la reazione immediata è di scappare, per sfuggire alle grinfie dei due canini acuminati e lucenti di quel moderno Dracula che le si è avvicinato. La barca è ferma poco lontano dalla riva. Senza dare nell’occhio, si posiziona nella parte più buia, toglie il vestito e la parrucca, si tuffa e i mutandoni bianchi che ancora indossa, appena entra in acqua, si gonfiano fino a farla sembrare un’enorme medusa.

parrucca in stile Maria Antonietta

Raggiunta la spiaggia, si sente come un naufrago che ha avvistato terra e c’è finalmente approdato, la sabbia le si appiccica ai mutandoni fradici che a loro volta le si sono stampati addosso, rivelando un corpo esile. Per un momento si sente sporca, è la sabbia appiccicosa o il pensiero della disavventura appena scampata? Con passo leggero, scalza e bagnata ma luccicante come una sirena che ha deciso di lasciare l’acqua per una gita in città, si incammina pensando che il sapore della libertà ritrovata è dolce e forte come una caramella al miele di eucalipto. Per un momento è stata sul filo di un rasoio, ma l’amore per sé stessa l’ha salvata. 

Fine

Scopri il racconto originale [senza editing]: in arrivo…

L’autrice dice di se stessa:《Operatrice olistica. Si prodiga nel cercare e portare armonia in ogni situazione che affronta. Diventerà una scrittrice? Se deve essere …sarà– Stefania Ciaprini


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